venerdì 29 novembre 2019

" Disco di Festos" e " Codex Cospi" -Correlazione tra i due calendari.

                                      IL DISCO DI FESTOS e il CODICE COSPI
Correlazione tra il calendario egeo del "Disco di Festos" e il calendario mesoamericano del CODEX COSPI.



    Premessa  
Occorre innanzitutto pazienza nella lettura e capire i riferimenti,
                                                   
      Nel mio saggio “ Il Disco di Festos –Primo calendario egeo” ho sempre affermato la volontà di procedere ,come metodo ,al confronto di idee,opinioni,fatti ecc.allo scopo primario di approfondire  la  conoscenza  su un determinato argomento ,prima di esprimere una opinione basata solo sul “sentito dire”o su riflessioni non appropriate.
   .
     L’incontro con il “Corpus Precolombiano”  ovvero  con il  “Commentario  al Codice COSPI    su  Calendario e rituali precolombiani” realizzato a cura della  archeologa dott.ssa Laura Laurecich Minelli, della Università di Bologna è stato casuale ma illuminante.
    Un incontro, quello con il libro,realizzato in una scintillante  libreria di Firenze e che mi ha  cambiato il modo di pensare aiutandomi  a realizzare e focalizzare quelle idee che sempre avevo avuto sul Disco di Festos ma che credevo  fossero solo mie chimere.  E’ stato un “contatto” elettrizzante, oserei dire esaltante nel momento in cui capivo che queste idee avevano un fondamento , non di verità, ma di realtà.

                                               Il Disco di Festos

     Ora dobbiamo sapere che già da tempo lavoravo, su una  mia ipotesi scaturita dalla lettura di un saggio scritto dal Prof. Godart  sul ritrovamento di un reperto archeologico unico nel suo genere  , il famoso Disco di Festos (o Festo) ed attualmente conservato al Museo di Iraklion , in Creta.   
  Il reperto si presenta come un disco di argilla con entrambi i lati incisi da ben 45 simboli o glifi ciascuno diverso dall’altro.In effetti i simboli risultano, ad un esame approfondito ,ben 46 poichè un simbolo risulta indefinito per deterioramento.

  Ed ecco il dilemma!  Non sono stati ritrovati altri manufatti con simili simboli o glifi ! Quel reperto è unico sino ad oggi. Forse a causa di ciò che  si è tentato di farlo passare come un falso ma tale ipotesi non è mai stata dimostrata e l’oggetto fa bella mostra in quel museo di Creta.

Il  saggio del Prof.Godart  è ricco di particolari e analizza ciascun simbolo, ne censisce i componenti e rileva  altresì   che alcuni di essi sono  stati cancellati e sostituiti da altri ; inoltre fotografa il reperto  mettendo in risalto le caratteristiche del disco. Insomma crea un documento dettagliato, per la prima volta, censendo tutti i particolari inerenti il manufatto , in modo veramente eccezionale.
  Dopo tutto il lavoro compiuto  Il Professore afferma che ,essendo i glifi in un numero limitato, non è possibile trarre un significato letterale dalla successione degli stessi. Si rammarica  della circostanza  e auspica un  altro ritrovamento  simile,nel futuro ,per poter avere  a disposizione un maggiore numero di “lettere”(simboli) per giungere alla comprensione letterale del documento.In attesa di questo ipotetico avvenimento sono trascorsi 111 anni (ad oggi 12.11.2019) inutilmente, senza approfondire altre opzioni.

       Mi colpisce l’accurato censimento di tutto ciò che è impresso nel disco ,la nitidezza delle foto , commenti e l’annotazione dei numerosi particolari che lui stesso rileva. Tutto questo attira la mia attenzione unitamente alle foto accurate e alle
 conclusioni a cui arriva il Professore confermate in un suo libro dal titolo  “ Il Disco di Festo – L’enigma di una scrittura “ : la sua attenzione è attratta dal desiderio di dare una connotazione letterale alla presenza dei simboli o glifi.
       
 Le conclusioni potrebbero essere condivise ma la documentazione e le foto ,mi suggeriscono che il Professore abbia trascurato  (volutamente o meno) alcuni particolari che lui stesso aveva rilevato e che indubbiamente sono stati sempre sotto i suoi occhi senza suscitare alcuna  curiosità

E’ questo il motivo della mia menzione del “comportamento dei granchi “,nella lettera inviata al quotidiano “Il Sole-24 Ore”  in data 27.08.200,  a seguito di un articolo  apparso sul medesimo quotidiano nella domenica del  25 giugno 1995 n°168, pagina 23, nella rubrica di Archeologia, dal titolo “Scripta Manent” pubblicato a firma del prof. Godart.
In tale articolo, il Professore, confermava la sua opinione sulla presenza di un tipo di scrittura e precisamente una scrittura alfabetica .
     I granchi hanno dei movimenti particolari ,ma se ad un tratto il loro movimento caratteristico varia e  diverge dalla sua normalità ecco che si accende la curiosità sui motivi di un comportamento difforme dalla norma.

Trovo strano che pur essendo stati  censiti tutti i simboli o glifi e avendo  già constatata una notevole presenza di dati numerici  non  si percepisca  l’importanza di tale circostanza , ignorando qualsiasi rapporto con il disco stesso.
      Un comportamento strano per uno scienziato che evita di esercitare la propria curiosità in merito ai fatti che sono posti alla sua attenzione!


 I fatti : ricognizione del dato numerico presente sul Disco

I fatti !! Con il mio saggio “ Il Disco di Festos –Primo calendario egeo –Una proposta” mi riprometto solo un esame più articolato dei fatti (dati numerici) presenti sul disco, traendo da ciò una verità che in effetti è ,inizialmente, frutto solo di una mia interpretazione ma  successivamente confermata dal confronto dei fatti che esamineremo sia sul Disco che sul Codice.

 Il dischetto presenta impressi vari simboli/glifi  su entrambi i lati . Sono  posti non casualmente ma con una tecnica accurata  che coinvolge sia tutto il bordo del dischetto ,in modo tale da formare una corona, e sia all’interno dello spazio compreso dalla corona  formando una spirale: il lavoro ,si ricorda ancora,è stato eseguito su entrambi i lati.

Appare evidente  altresì la tecnica di raggruppamento dei simboli/glifi  (il motivo e il modo per cui sono aggregati non è l’argomento oggetto del  presente CONFRONTO).
 
Tutti i  gruppi sono suddivisi da linee verticali  formando dei settori all’interno dei quali il numero dei simboli/glifi  i risulta variabile.

Giungo così  ad avere una suddivisione matematica dei simboli/glifi  e precisamente ,contando  in modo elementare i  gruppi o settori , abbiamo:

sulla corona del lato “A”  notiamo una suddivisione  in settori pari a  ……….….….12 ;
anche sulla corona del lato “B” notiamo una suddivisione  in settori pari a….…….12;
nei 12 settori/corona di un lato (lato “A”) abbiamo un totale di glifi pari a   ….… …48;
nei 12 settori/corona del’altro lato (lato “B”) abbiamo un totale di glifi pari -……… 49;
                                                                                                                     
anche spirale, interna alla corona, è pure essa suddivisa in settori , su lato “A”.....19;
mentre sul lato “B” si conta un numero inferiore di settori……………….,,…………18 ; 

nei 19 settori/spirale del lato”A” si conta un numero di glifi pari a …………,………75;
nei 18 settori/spirale del lato “B” si conta un numero di glifi pari a…,....…………....70;

abbiamo inoltre, come già accennato, un numero di “punzoni” pari a…..………….46;
con i quali sono stati impressi,uno diverso dall’altro, i segni  sulla argilla umida.

da ulteriore conteggio appare evidente che il totale dei settori del lato “A”risulta....31;
mentre il totale dei settori del lato “B” risulta pari a …….…………………………….30;

risulta altresì evidente che il totale dei glifi presenti sul lato “A” assommano a .…,123;
mentre il totale dei glifi presenti sul lato “B” assommano   a  ……………………... 119;
    Mi corre l’obbligo si specificare che il massimo dei glifi presenti nei settori sono ..7;
particolare molto importante, infatti tale presenza è riservata a  pochi settori e precisamente a quelli situati all’interno della spirale lato “A” ,ai settori  3—9--15 :

Altro dato numerico evidenziato dal Godart è derivato dalla quantità dei tratti segnaletici posti sotto alcuni glifi  e precisamente su lato “A”  sono …….. ………    9;
mentre sul lato “B” sono ………………………………………………………………..  8;                                                               
e, caso vuole ,che siano posti tutti all’inizio di ciascun gruppo coinvolto.

    Questa indicazione è utile in quanto stabilisce che i tratti segnaletici sono sempre posti ,quando sono presenti, all’inizio del settore e per cui ordino tutti i 31 settori del lato “A” e i 30 settori del lato “B”, posizionandoli orizzontalmente con i simboli/glifi  letti da sinistra verso destra, formando delle colonne. Le colonne verticali , che risultano da questa disposizione dei simboli/glifi,non possono essere maggiori di ………....7;
in quanto solo in tre settori (come sopra detto) abbiamo la presenza di ben 7 glifi e quindi per rappresentarli tutti ho dovuto procedere alla formazione di 7 colonne sia per il lato “A” che per il lato “B” .
                            Per il lato “A”   abbiamo sia per la spirale che per la corona:
I glifi presenti sulla 1°colonna della spirale lato“A” assommano a………………....19
I glifi presenti sulla 2°colonna della spirale lato “A”assommano a………………….19
I glifi presenti sulla 3°colonna della spirale lato“A” assommano a……………….....14
I glifi presenti sulla 4°colonna della spirale lato “A”assommano a………………….10
I glifi presenti sulla 5°colonna della spirale lato“A” assommano a……………….... ..5
I glifi presenti sulla 6°colonna della spirale lato “A”assommano a…………………...5
I glifi presenti sulla 7°colonna della spirale lato“A” assommano a……………….......3
   Pertanto come già rilevato abbiamo un totale di 75 glifi.

I glifi presenti sulla 1°colonna della corona lato“A” assommano a…………….…....12
I glifi presenti sulla 2°colonna della corona lato “A”assommano a………………….12
I glifi presenti sulla 3°colonna della corona lato“A” assommano a……………….....12
I glifi presenti sulla 4°colonna della corona lato “A”assommano a…………………...7
I glifi presenti sulla 5°colonna della corona lato“A” assommano a……………….... ..5
I glifi presenti sulla 6°colonna della corona lato “A”assommano a…………………...0
I glifi presenti sulla 7°colonna della corona lato“A” assommano a……………….......0
   Pertanto come già rilevato abbiamo un totale di 48 glifi. Sommando i due parziali abbiamo la cifra già segnalata di 123 glifi in totale per il lato “A”.
  
             Per il lato “B” abbiamo sia per la spirale che per la corona:
I glifi presenti sulla 1°colonna della spirale lato“B” assommano a………………....18
I glifi presenti sulla 2°colonna della spirale lato “B”assommano a………………….18
I glifi presenti sulla 3°colonna della spirale lato“B” assommano a……………….....17
I glifi presenti sulla 4°colonna della spirale lato “B”assommano a………………….11
I glifi presenti sulla 5°colonna della spirale lato“B” assommano a……………….... ..6
I glifi presenti sulla 6°colonna della spirale lato “B”assommano a…………………...0
I glifi presenti sulla 7°colonna della spirale lato“B” assommano a……………….......0
   Pertanto come già rilevato abbiamo un totale di 70 glifi.

I glifi presenti sulla 1°colonna della corona lato“B” assommano a…………….…....12
I glifi presenti sulla 2°colonna della corona lato “B”assommano a………………….12
I glifi presenti sulla 3°colonna della corona lato“B” assommano a……………….....12
I glifi presenti sulla 4°colonna della corona lato “B”assommano a…………………..11
I glifi presenti sulla 5°colonna della corona lato“B” assommano a……………….... ..2
I glifi presenti sulla 6°colonna della corona lato “B”assommano a…………………...0
I glifi presenti sulla 7°colonna della corona lato“B” assommano a……………….......0
   Pertanto come già rilevato abbiamo un totale di 49 glifi. Sommando i due parziali abbiamo la cifra già segnalata di 119 glifi in totale per il lato “B”.


Come se tutta questa enorme massa di dati numerici non bastasse abbiamo altra suddivisione da tenere presente e già accennata: i glifi rilevabili  in ciascun settore analizzato orizzontalmente.
       Solo come indicazione accenno al numero dei glifi presenti nei primi tre settori della spirale compresa sul lato “A”
e cioè:
1° settore sono presenti …………….N°3 glifi (si ricorda che sono detti anche “simboli”
2°settore sono presenti………………N°2 “
3°settore sono presenti   …………… N°7”
e la sequenza continua per tutti i rimanenti settori, in modo estremamente variabile ed impressionante.

  E‘ estremamente significativo sottolineare che  i lavori siano stati eseguiti su entrambi i 2 lati del disco e quindi anche questo numero si aggiunge agli altri.


Riepilogo  

Questa immensa mole di numeri  mi fanno pensare al  Disco di Festos ,non a un documento letterale ,ma ad un vero e ben articolato documento numerico, un contenitore di numeri.
Questi sono i fatti e non verità opinabili.

Come risulta del tutto evidente ,al momento,non ho argomentato di possibili registrazione di dati ,quali ad esempio annotazioni del numero dei buoi impiegati in un determinato lavoro, per un determinato periodo di tempo; non ho argomentato di possibili registrazioni di mesi trascorsi da un lavoratore per innalzare una qualsiasi piramide; non ho menzionato computi lunari o “prontuari” per predizioni di eclissi; non ho menzionato numeri primi o numeri Godel; non ho assolutamente affrontata la possibilità di associare il tutto a  calcoli informatici !

     In questa fase mi sono semplicemente limitato ad un semplice calcolo di somma numerica elementare  del tipo…..1+1+1 ecc. come facevamo,una volta  alle elementari con il pallottoliere o l’abaco!!

Indipendentemente da tutto ciò ,rimane la presenza regolare dei glifi impressi sui lati del disco, dei raggruppamenti di glifi racchiusi tra linee verticali , della disposizione dei settori o gruppi in modo da formare ora una corona ora una spirale. La notevole mole di glifi presenti portano a ipotizzare qualcosa di più di un semplice quantitativo di mucche di un pastore o di improbabili lettere di una ancor più improbabile scrittura.

   I miei pensieri mi sollecitano a trovare una spiegazione  logica della presenza numerica nel Disco di Festos da me evidenziata.Per molto tempo le danze dei “fantasmi” numerici rimangono tali sino all’incontro fatidico con il testo commentato sul Codice Cospi. Una rivelazione !


                                 Il Codex Cospi o Codice di Bologna

Nella biblioteca  universitaria di Bologna si conserva  sin dal 1665 una copia  di un antico documento ,di origine mesoamericana , forse appartenente alla cultura Atzeca.        In occasione del V Centenario dell’incontro tra i due mondi (1492-1992) l’Ambasciata del Messico in Italia decide di far effettuare uno studio su quel documento e  di far pubblicare il risultato sotto il titolo “ Calendario e Rituali Precolombiani Codice Cospi”.

  Lo studio ,i dati numerici rilevati e il commento sono  eseguiti dalla prof.ssa   Laura Laurencich Minelli archeologa presso la citata Università di Bologna con la collaborazione del  gentilissimo dott. Antonio Guarnotta.

 Il lavoro riporta alla luce antichi calendari  solari e rituali in uso nel  Messico centrale con molti riferimenti alle popolazioni della regione Puebla-Tlaxcala ovvero alla cultura Atzeca-Mixteca. La copia del manoscritto è databile intorno al 1300-1500 d.c. e il numero delle pagine di cui è composto è pari a 20 ( base di numerazione mesoamericana ovvero vigesimale)  che è il numero dei giorni che compongono i mesi dei due calendari base della civiltà mesoamericana , quello dei 260 giorni e quello dei 360 giorni.
      Molti gli studi effettuati intorno a questo documento :verso la fine del 18° secolo viene inviata una copia alla Biblioteca Apostolica Vaticana e in quel periodo viene esaminato per la prima volta da un gesuita messicano. Nel 1818 viene presentato alla Accademia dell’Istituto delle Scienze un saggio del quale rimane solo un manoscritto depositato presso la Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna . Solamente nel 1831 viene pubblicato per la prima volta uno studio approfondito da parte di un lord inglese. Da allora si susseguono pubblicazione  di interpretazione dei segni impressi nel Codice, sino a  giungere alla pubblicazione del 1968 completa di foto e commento dello studioso Karl Nowotny  della Akademische Druck (Granz) che rimane una opera fondamentale sia per le foto sia per l’interpretazione corretta del testo disegnato.

Il testo è una miscellanea di opere diverse fatte copiare , da quelle popolazioni appositamente su pelle di cervo, sia da una parte (recto) sia dall’altra (verso) .
  L’artista che ha dipinto il recto non è lo stesso che ha dipinto il verso. Il recto presenta 20 pagine (come già citato)  di cui 13 dipinte e 7 bianche e si legge da sinistra a destra. Il verso presenta 18 pagine  di cui 11 con figure e 7 bianche e si legge da destra a sinistra.
   
     L’argomento di questo Codex Cospi è la rappresentazione di un calendario rituale.

Appartiene al gruppo dei Codici che trattano tutti dei calendari rituali :dal Codex Borgia al  Codex Vaticano “b” ,al  Codex Laud  al Codex  Dresda , al  Codex Borbonicus ecc,  con aree di provenienza  diversificate del centro america .
      Inutile specificare che in tutti i Codex sono  dipinte figure coloratissime che possono essere accompagnate  da piccole linee orizzontali sormontate dal segno grafico e matematico di ridottissime dimensioni detto punto.
      

  I fatti :  ricognizione del dato numerico presente sul Codex Cospi

E’ indubbio ed è  ormai attestato ,che questi tipi di Codici contengono calcoli numerici ovvero sono dei veri “serbatoi di numeri”. I Maya ,gli Aztechi, tutti i popoli mesoamericani avevano un timore riverenziale verso il tempo e il suo scorrere incombeva  come macigno sulla loro testa.
         Prima di procedere alla ricognizione, per meglio comprendere, occorre specificare quanto segue:

-La Luna presenta un mese sinodico pari a 29,530588 giorni terrestri (per sinodico si intende l’intervallo tra due noviluni);
-La Terra presenta un anno tropico (intervallo tra due solstizi estivi o invernali) pari a 365,2422 giorni mentre l’anno sidereo (determinato dal primo sorgere di stelle o costellazioni all’alba trascorso il periodo d invisibilità dovuto alla vicinanza del sole)  corrisponde a 365,25636 giorni (per i Maya questo periodo equivaleva a 365,2419 giorni);

-Venere presenta una rivoluzione sinodica (ovvero il tempo trascorso per ripresentarsi nella stessa posizione)di circa 583,92 giorni terrestri. Venere risulta visibile per 250 gg.a sinistra del Sole e 236 giorni a destra del Sole: mentre i  due periodi di invisibilità  hanno rispettivamente la durata di 90 giorni e di 8 giorni.

-Eclissi di Sole si manifesta  quando la Luna nuova, che si trova nei nodi o nelle vicinanze, cade dopo 18 gg che il Sole ha incrociato l’orbita lunare con intervallo di 173,31 gg.(semianno dell’eclissi) I nodi sono punti nei quali l’orbita lunare interseca l’eclittica e non sono fissi ma percorrono l’eclittica in senso retrogrado in 18 anni e 219 giorni ovvero 18,6 anni.
-Eclissi di Luna si manifesta durante il plenilunio ovvero quando Sole e Luna si trovano in nodi diversi dell’orbita lunare o sufficientemente vicino ad essi.
-Periodicità  affinché una eclissi dello stesso tipo ( o Sole o Luna) possa ripetersi devono sussistere due condizioni
            a-compimento di un numero intero di rivoluzioni lunari rispetto allo stesso nodo;
            b-in quel periodo la Luna deve  ritrovarsi nella stessa fase (novilunio o plenilunio, per eclisse di Sole o Luna)

Quindi un ciclo di eclisse conterrà un numero intero  di :
-mesi draconitici (2 passaggi della Luna sullo stesso nodo :242 md x 27,21 gg di ciascun mese = 6585, 32 giorni) ovvero = a 18,031 anni  (ciclo di Saros)
-mesi sinodici (ritorno della Luna alla stessa fase : 223 ms x 29,53 gg.di ciascun mese = 6585,19 giorni) .
Dopo 18 anni circa le eclissi si ripresentano nello stesso modo ma in posizione leggermente diversa.
 
Specificato il passaggio di cui sopra esamino il contenuto del Codex.
Dal Commentario del Codice Cospi rilevo quanto segue  e mi esonero da qualsiasi intervento personale sui dati sotto riportati rilevabili dalle pagine 91 e seguenti del menzionato Commentario ed evito particolari spiegazioni non inerenti alla presenza dei numeri.
   Occorre premettere quanto già citato in merito al  tipo di calendari del Messico in uso in quel periodo e che comprendevano:
-a) il calendario solare( o anno),era suddiviso in   lune, in n° di ………………..      18        
       e ciascuna luna era formata da giorni  ………………………………………..     20 cui si aggiungevano alla fine,  N°5  “giorni inutili” per un totale di giorni ………… 365

-b) il calendario rituale  era composto  da giorni……………………………………. 260
 formato dagli stessi simboli/glifi  del calendario solare ma  contati da 1  a  …….    13

-C) infine il calendario venusiano avente come periodo una durata di giorni …… 584                                                        
   (ovvero il periodo riferito alla rivoluzione sinodica del pianeta Venere) Il computo di tale calendario era seguito per il tramite del calendario solare..e viene attribuito un interesse profondo al ciclo di 65 rivoluzioni sinodiche ( comprendenti  giorni    37960).
 
Particolare interesse acquista il sistema di identificazione degli anni solari che venivano identificati abbinando il calendario solare  e quello rituale.
A causa di ciò con il rapporto tra 365 e 260 il capodanno poteva solo ricadere solo su specifici giorni  (denominati : “coniglio,canna,selce e casa”) numerati da 1   a …….13.

 Lo stesso capodanno poteva quindi ripetersi dopo un ciclo di  13 x 4 pari ad  anni..52

Il calendario rituale giocava un ruolo importante per il computo del tempo e per calcoli inerenti osservazioni astronomiche anche per la sua facile divisibilità per 2-4-5-13-20.
  Infatti
 -periodo di 130 giorni  (260:2) aveva una sua precisa denominazione e  suddiviso in
  sottoperiodo di 81 gg (9x9) unitamente a quello di 49 gg (7X7) e ciascuno dei quali    
  marcati da un glifo particolare;

-periodo di 65 giorni (260:4) legato al ciclo rituale di Venere e rappresenta una
  divisione importante anche per il Codex Borgia ed altri ancora; il numero quattro è
  riferito ai 4 punti cardinali che sono utilizzati per ulteriori suddivisioni (a volte si
  aggiungeva una unità per significare il centro dei punti cardinali)

-periodo di 52 giorni (260:5)   Fondamentale per la relazione con il ciclo dei 52 anni e per la suddivisione del  calendario rituale in 5 parti ( forse 4 punti cardinali + il centro)

-periodo dei 20 giorni o ventina (260 :13) importantissimi per il culto degli dei associati a ciascuno dei 20 segni dei giorni e quindi a scopo divinatorio,

-periodo dei 13 giorni  o tredicina (260:20) suddivisione dei calendari  rituali messicani
  da notare che ogni tredicina ,che  inizia con il n° 1 ,ha un proprio patrono locale.

Il calendario rituale è suddiviso in una serie di 13 giorni distinta dalla serie di 9 giorni.

Il sistema numerico vigente  era quello vigesimale ovvero il computo era effettuato su base 20  e non 10 e cioè 1.-20-400-8000-160000  invece di 1-10-100-1000-10000.

Ritornando al ciclo classico di 52 (anni/giorni) al quale  praticamente tutti i calendari messicani facevano riferimento, abbiamo che la stessa data del calendario solare  si ripeteva ogni :

-52   anni solari     x 365 gg  abbiamo 18980 giorni che corrispondono a :
-73   giri rituali       x 260 gg  abbiamo 18980 giorni.
Occorre ricordare che dai  cicli  di 52 x 2 cicli  abbiamo  un ciclo 104 anni  da cui deriva  104x 365 gg. ovvero il periodo perfetto di 37960 giorni perché  era il punto di unione dei tre tipi di calendario solare,sacro e venusiano.

Ecco il periodo perfetto :
365 giorni dl calendario solare                        x  104 ( ciclo di 52 anni x 2)  = 37960
584          di rivoluzione sinodica di Venere   x   65 ( un  particolare ciclo di rivoluzioni   
                                                                                     sinodiche di Venere) = 37960
260          di calendario rituale                      x  146 (73 giri rituali x2)          = 37960


Si rammenta che il periodo 52 non era riferita ai soli anni ma poteva essere considerato un ciclo di 52 giorni quale frazione del calendario rituale ovvero 260:5 = 52 (vedi  Codice Cospi-1 e le 5 colonne  come da Tav. V). Si  può rilevare quindi altre serie di relazioni :

-52x5 =260 quindi giorni del calendario rituale
-2 calendari rituali e ¼   cioè 520-65 =585 (-1) (rivoluzione sinodica Venere)
-3 calendari rituali 260x3 =780 giorni (rivoluzione sinodica di Marte (sic!) )
-11 calendari rituali 260x 11=2860 (equivalente a 97 rivoluzioni sinodiche della Luna    
   x29,5 = 2860)
  
La Luna avente il suo periodo di rivoluzione sinodica di 29 o 30 giorni (media 29,5) poteva entrare nelle relazioni di
-11 calendari rituali (29,5x97);
-29,5 x 99 = 2920 giorni = 8 anni solari o 5 rivoluzioni sinodiche di Venere.


               Terminata la ricognizione del dato numerico anche per il Codice Cospi  dovrò procedere alla individuazioni di correlazione tra i dati numerici da me rilevati sul Disco e quelli riportati nel “ Commentario-  Calendari e rituali Precolombiani.


 Ancora alcuni fatti :        i “contatti” tra i due documenti:

-tot.settori “A” x settori spirale “A” =31x19=589:29,53 (giorni mese sinodico)= 20 circa
 ovvero il numero dei giorni che compongono i mesi dei due calendari base della civiltà mesoamericana  quello dei 260 gg. e quello dei 360 gg.;

-tot.settori “B” x settori spirale “B” =30x18=540 : 29,53(giorni mese sinodico)=18 circa
ovvero la suddivisione in lune dell’anno solare  ovvero con 223 mesi sinodici  di 29,53 giorni ciascuno ,abbiamo un ciclo di Saros di 18 anni composto da 6585,19 gg.

-1 ciclo di Saros composto da 223 mesi + settori spirale “A” =223+19 =242 ovvero rappresenta il totale dei glifi o simboli del Disco “A” + “B”, ovvero  rappresenta il numero dei mesi Draconitici intercorrente tra due nodi lunari  ovvero  242 x 27,21= 6584,82 e cioè 18 anni  circa  pari a un ciclo di Saros.

-anno delle eclissi di sole: avviene ad intervalli di 173,31 giorni ,semianno dell’eclisse,come già rilevato, 173,31x 2 = 346,62 (347 circa)  ovvero settori corona “A” x settori spirale “A”+ simboli o glifi lato “B” =( 19x12) +119 =347 ;

-simboli lato “A” + simboli lato “B” – simboli spirale “A” =123+119-19 =223  mesi di cui è composto un ciclo di Saros:

-Il calendario rituale , formato da  260 gg, è  suddiviso in   260:2=130  ed ulteriormente frazionato in due sottoperiodi : uno di 81 gg,  l’altro di 49 giorni che corrisponde al numero dei glifi o simboli  presenti sulla corona ,nel  lato “B”;

-260 gg, del calendario rituale sono corrispondenti al totale dei simboli  “A”+”B” + numero dei settori della spirale “B” ovvero  123+119+18 = 260;
-20,16  giorni del calendario solare   sono ottenuti dividendo il totale simboli “A” +”B” :settori corona “A” = (123+119) : 12 = 20,16;

-dividendo il totale dei simboli “A”+”B”  con il numero dei settori della spirale “B” = (123+119) : 18 = 13,4 che corrisponde alle tredicine del calendario rituale mesoamericano del Codice Cospi ovvero giorni specifici sui quali poteva ricadere il capodanno.

-il capodanno poteva ripetersi dopo un ciclo di “tredicine”” ovvero di 13 anni per i  4 giorni specifici  , per un ciclo di 52 anni rilevabili sul Disco  dalla somma   dei simboli “A” +”B” + “A”  diviso 7 (il massimo dei simboli rilevabili nei settori) ovvero  (123+119+123 ) : 7 = 52,14  giorni del calendario rituale  ottenuto anche da 260 giorni del calendario rituale diviso 5 ( 4 punti cardinale +1 centro) = 52.

-i 18 settori del lato “B” del disco  corrispondono alle 18 lune in cui era suddiviso il calendario solare e a un ciclo di Saros;
- 20 gg  formano una luna  per  cui 18 x 20= 360 giorni
-360 giorni del calendario solare ai quali si aggiungevano i  citati 5 gg. funesti  per un totale di 365 gg  ;

 -totale dei simboli  dei lati  “A”+”B” + simboli  solo lato“A” = 242+123 = 365 anno solare !!!!

Riepilogo

Definizione di CALENDARIO dal Dizionario Enciclopedico Italiano -Treccani-:
“…….-1 Sistema convenzionale di divisione del tempo :l’intervallo base di tale divisione è per solito l’anno la cui durata è fissata in modo che si discosti il meno possibile dalla durata media astronomica. Esistono calendari lunari…..; c.lunisolari che. ( come l’ebraico) cercano di far coincidere i mesi con le lunazioni e contemporaneamente con le stagioni…….; i c.solari che collegano la durata dell’anno civile o legale,con quella dell’anno tropico ,cioè con l’intervallo  di tempo compreso tra due passaggi consecutivi del Sole ad uno stesso equinozio………..”

Conclusioni

Una moltitudine di contatti tra dati calendariali del Disco e del Codex Cospi  invitano sia a considerare il Disco di Festos  un vero calendario, come lo è il Codice Cospi e sia a dichiarare ,una volta per tutte, che il Disco di Festos  è il primo calendario di Area Egea.

   Quindi, trovo inutile insistere nell’ipotesi di considerare il reperto archeologico un documento letterale,dato atto che dopo oltre un centinaio di anni non è stato trovato un reperto con  “scrittura”  riferibile ai glifi o simboli contenuti nel Disco di Festos.

   A coloro che vorranno approfondire ancor più l’aspetto numerico  del Disco di Festos e la sua  parte simbolica , saranno apprezzati come  dei veri pionieri della
ricerca scientifica. (PL Mariotti©)

Follonica lì 12.11.2019



lunedì 21 febbraio 2011

Tutti i numeri del Disco di Festos (2a parte :Conclusione)

Relazione dell'Autore sul saggio IL DISCO DI FESTOS PRIMO CALENDARIO EGEO, edito da MEF -Firenze, effettuata in occasione della presentazione  nella Sala Consiliare del Comune di Follonica nell'autunno del 2008 .(conclusione :2a parte)
                                     ++++++++++++++++++++++++++++ 
Il disco ,in argilla, di 16 cm. di diametro e dello spessore di 2 cm. nella parte centrale, risulta ben curato senza evidenti segni di usura dopo molti anni sepolto nella terra..
  Vi sono raffigurati  45 glifi + un  tratto ( segno aggiunto) praticati mediante punzonatura dell'argilla per un totale di 242 segni praticati  in entrambi i lati e in  sequenza  “logica” :
-scritto –cancellato e riscritto: come per eseguire una copia o trascrivere in conseguenza di un ricordo di qualcuno ma con  precise posizioni da rispettare.
     La mia personale  idea è  che l’amanuense abbia copiato male l’originale o scritto male sotto dettatura del committente:  per questo motivo si rilevano numerose modifiche sull'argilla.
      Una volta percepito il messaggio calendariale è stato necessario contestualizzare il disco nell’area dove è stato trovato esaminando i rapporti tra le popolazioni cretesi  e quelle limitrofe per avere chiaro il rapporto di scambi culturali oltre che di popolazioni, merci ecc.
      E’ stato necessario altresì attestare che esperienze cretesi ed egizie si sono intrecciate –anche se ciò è ormai noto a tutti gli studiosi.
       Infine si è reso necessario considerare che già a quei tempi era in atto  una globalizzazione dell’informazione  per capire che alcuni concetti fondamentali  per la sopravvivenza erano comuni a tutti i popoli del mediterraneo ed  anche oltre quel  mare . Quel piccolo manufatto racchiude immense notizie del mondo allora conosciuto.
       Per questo ho usato il metodo del confronto
Impropriamente  dobbiamo dire che  è una scrittura unica (interpretazione letterale impossibile) ma lasciare il disco nell'oblio per l'impossibilità di giungere ad una conclusione non mi pareva una soluzione ottimale. Non è stato giusto far trascorrere 100 anni  senza avanzare una minima ipotesi sul  suo significato. 
Esiste differenza tra come sono stati  impressi  i punzoni e come invece sono rappresentate le figure:
   -i segni della spirale sono stati impressi dalla periferia al centro ed anche le figure sono state impresse in tale modo,   ma le figure risultano tutte <span>rappresentate</span> con movimento centrifugo.Sul tema della sua "lettura" già notiamo discordanze clamorose. Il Godart e il Della Seta optano con giustificati motivi per lettura  centripeta.
            Personalmente sono convinto di un verso di lettura preciso e cioè  dal centro alla periferia ovvero "lettura centrifuga". Anche  lo scopritore, il Pernier unitamente ad altri opta per il senso centrifugo della lettura: le figure rappresentate "marciano" in quel senso.
            Inoltre c'è un marcatore , il TRATTO, che è stato posto sotto le figure segnalando un coerente senso di lettura (fare riferimento alla Tabella  Base  Tab 2  , a pagina 26 del Saggio) in quanto il marcatore è posto sempre all'inizio del "record"   ovvero posizionato sempre nella 1° sequenza di ciascun settore permettendo di ottenere una condizione visiva  compiuta dell'insieme dei glifi..
   
Quanto detto si è potuto constatare solo grazie alla mia ricerca e quindi alla formazione della tabella base PLM –pag.24 tramite la quale si ottiene la possibilità di controllare il marcatore. 
Occorre  notare che il MARCATORE o TRATTO non è un elemento decorativo!
    Esso è  un segno  importante nella scrittura cuneiforme e serve per capire e dare un senso al tipo di scrittura (questa non è la sede per  questo tipo di dissertazione) ma preme evidenziare che mentre il GODART opta per un tipo di scrittura SILLABICA il sottoscritto ritiene di trovarsi di fronte ad un tipo di scrittura(se di scrittura si tratta) ALFABETICA in quanto la presenza dei marcatori caratterizzano una versione  di scrittura cuneiforme dell’antico persiano. In essa si trovavano marcatori ogni dieci segni circa ed i segni sono 42 :tutto questo non accade nella scrittura sillabica.
Cio’ lo possiamo acquisire dal lavoro  di Arboreo Mella nell’opera“ Dai Sumeri a Babele” riportante uno studio del TICSEN    (pag 279).
 Prima di affrontare il significato dei glifi è interessante considerare che il disco è scritto su due lati e che in entrambi  alcuni glifi sono posizionati  in una maniera tale da costituire una corona. Le corone non hanno mai avuto molto spazio nelle interpretazioni succedutesi nel tempo. 
   Le denominazioni  dei glifi effettuate dal Godart sono state accettate e rispettate anche se ho tenuto sempre a mente il concetto di globalizzazione del commercio e dei popoli .
            Inoltre in questo saggio  trova giustificazione l’ idea del calendario inteso come controllo del tempo  legato ad un mondo agricolo fondamentale per la sopravvivenza.
Il mondo agricolo di allora è ben attestato in tutta l'area mediterranea. Anche in Egitto si ritrovano manufatti agricoli. Negli scavi effettuati dal PETRIE nella città di Kaun ritroviamo arnesi propri di un mondo agricolo testimoniati dalle foto dellla David Rosalie -egittologa e scrittrice- in Mancester.  molto simili ai simboli impressi sul Disco di Festos.
           Forse l'uomo cretese  ha voluto immortalare le sue esperienze traducendo in simboli i propri ricordi. Forse ha voluto immortalare i periodi di semina ,di raccolta di quegli elementi fondamentali per la sua alimentazione. 
            Anche per questo motivo il mio interesse sul disco si è concentrato sul suo significato calendariale.
A causa di ciò ho ritenuto fondamentale procedere al confronto di medesimi concetti in popolazioni più disparate. 
NEL -5° centenario scoperta dell’america 1492-1992_su decisione dell’’Ambasciata del Mexico in Italia e’ stato pubblicato uno studio su “CALENDARI E RITUALI PRECOLOMBIANI”  
L’opera tratta dal CODICE COSPI  -manoscritto compilato a memoria nel 1400 dalle popolazioni del messico a cultura atzeca-mixteca e ora conservato alla Biblioteca universitaria di Bologna sin dal 1600. Il Codice Cospi è un calendario rituale delle popolazioni pre-colombiane
Tale opera mi ha confortato   a supportare l’idea che il disco di Festos non fosse altro che un calendario: il primo calendario di area egea che si conosca. 
La storia dei Calendari ci porterebbe molto lontano. Essi prendono come base il moto degli astri: sole-luna-venere-costellazioni varie (è interessante constatare come esista un correlazione stretta tra la necessità di regolamentare il flusso del tempo e l’indagine del cielo) 
Era essenziale  determinare le date dei solstizi e degli equinozi.
Esistevano calendari rituali ( di  260 giorni) e calendari  solari (di 365 giorni) ritenuti  più perfetti per far conciliare l’anno tropico (tempo impiegato tra due passaggi consecutivi  ad uno stesso equinozio) con quello civile;
Inoltre importanti erano i calendari lunari con 12 lunazioni in un anno  come quello maomettano. Calendari ebraici  (dal 360 d.c.) anni comuni di 12 lunazioni e anni particolari di 13 lunazioni composte di 29 e 30 giorni.
In Egitto  avevamo il giorno diviso in 24 ore : l’anno di 12 mesi  con mesi di 30 gg. Ai quali si aggiungevano 5  gg per avere la durata di 365 gg.
      L'’inizio dell’anno  egizio era legato con la levata eliaca di Sirio che coincideva con l’inondazione del Nilo ,ricchezza per l'Egitto..
La coincidenza tra l’anno tropico e quello civile avveniva ogni 1460 anni. 
Nella mesoamerica abbiamo riferimenti calendaristici legati al moto degli astri. 
Il codice Mendoza  comprende un calendario della durata di 51 anni  ma generalmente i CALENDARI MAYA avevano una durata di 52 anni con cicli di 13  anni per quattro minicicli o simboli .
Anche il codice Cospi   è un calendario : mesoamericano ! 
Per le prime societa’ umane è vitale la conoscenza  dei solstizi e degli equinozi in quanto legate al ciclo produttivo della terra. Quindi calendari legati a questo o quel pianeta e alle sue evoluzioni nel firmamento.  
Nel DISCO DI FESTOS nessuno aveva passato il confine della semplice rilevazione di alcuni dati numerici, nessuno aveva dedotto nulla. 
I lati A e B del disco sono riferibile a dato numerico 1 e 2 (semplice ma occorreva attestarlo).
 Le corone sono 2  e sono formate da 12 segmenti o SETTORI (arco temporale di due anni ??)
Ciascuna corona è formata da 48 glifi nell’una e 49 nell’altra (semplice ma occorreva attestarlo). 
Le DUE spirali formate da 19 SETTORI l’una e 18 l’altra  rispettivamente con 75 glifi la prima e 70 l’altra.
Totale dei settori lato A =31
Totale settori lato B =30 
Totale dei glifi lato A  123 lato B 119  totale 242. 
Totale dei punzoni 46. 
Numero delle sequenze per settore =   max 7 
Quanto affermato proviene dalla semplice osservazione del disco e niente più 
La tecnica del confronto però aiuta a districare la complessa matassa dei numeri e
già abbiamo notato segni di operatori matematici  simili sia nella civiltà cretese  che in quella mesoamericana : la medesima idea viene raggiunta in tempi diversi.
      Anche nel Disco di Festos notiamo la presenza di :
-31 settori del lato “A”  -giorni dei mesi dispari
-30  del lato “B”              giorni dei mesi pari
-7 sequenze per settore  ovvero 7 gg.della settimana
-12 settori corona lato A e B = 12 mesi l’anno. 
IL calendario lunare  MESOPOTAMICO  era composto da 12 mesi di 29/30 gg. 
30-12=18 i settori del lato B spirale ovvero il giorno della luna nuova
Ma 18 sono anche  gli anni in cui si ripetono le eclissi  ma in posizioni leggermente diverse (detto anche ciclo di Saros di anni 18,031)mentre ogni tre cicli di SAROS ovvero ogni 54 anni l’eclissi si potrà vedere nella stessa posizione.
Inoltre occorre notare che:
31-12 = 19 i settori del lato A spirale ovvero gli anni  delle eclissi (periodo in cui il sole torna allo stesso nodo lunare (intersezioni dell’orbita lunare  con  il piano della eclittica)
 La rilevazione degli anni delle  eclissi ovvero  il ritorno del sole allo stesso nodo lunare è dato dalla somma : 242+ 123 -18 =347
242 + 123 =365 anno solare.
 Ecco il motivo della mia dichiarazione: IL DISCO DI FESTOS -PRIMO CALENDARIO EGEO-UNA PROPOSTA,
Ecco il motivo del mio invito:leggere il saggio per approfondire e per  confrontarsi con l'Autore.
     fine:pier luigi mariotti